È arrivata! O farei meglio a dire… si è finalmente accomodata.

Ci ha messo un bel po’, ma alla fine ha trovato la via per arrivare alla sottoscritta. Ebbene sì, cara mia cellulite, per quanto inospitale io sia stata in tutti questi anni (almeno a tuo giudizio), ora le condizioni ti hanno convinta a tentare l’approccio. E, sì… hai vinto tu! Come un micro-organismo abituato a sopravvivere anche alle condizioni più estreme, ecco che anche tu hai trovato il modo di aggrapparti ai miei tessuti e, finalmente, attecchire e proliferare.

Un “Alien”, in pratica. Eppure, nessuno mi vuole credere. Le mie amiche hanno commentato mostrando incredulità, arrivando addirittura a negare il fatto. È apprezzabile che, nella mente di quanti mi conoscono, l’immagine a me associata sia quella di un corpo in forma strepitosa, tonico e scattante. In una parola, senza tempo.

E non crediate che io sia una super-sportiva, perché per mezza vita sono stata ferma ai box ad aspettare lo stimolo giusto per riprendere ad allenarmi. Ma dal momento in cui, l’altra metà della mia vita, l’ho trascorsa allenandomi con grande metodo, con intensità adeguata e finalizzando il tutto alla competizione agonistica, ecco che quest’ultimo passaggio si è sedimentato nella memoria di chi mi è stato vicino.

Così oggi, faccio fatica a far passare un concetto normalissimo e altrettanto semplice: dopo 50 anni ho la cellulite anch’io e nemmeno poca. Si è fatta viva attorno a Maggio di quest’anno e, piano piano, si è impossessata delle mie cosce. È un problema? Ma nemmeno per sogno.

Riepiloghiamo: ho 50 anni (il prossimo anno), una vita molto attiva, un paio di interessi che coltivo con cura, una carriera lavorativa in crescita, una situazione famigliare abbastanza stabile e… la cellulite. In una scala da 1 a 100, quale peso potrebbe mai avere il materasso posizionato nella parte alta delle cosce e tra le ginocchia?

Mmmmmmhhhh… – 27??

Forse anche meno.

Dovrei mettermi a lottare “per contrastare l’inestetismo della pelle a materasso”? Non ci penso nemmeno, la lotta si ingaggia casomai per ben più nobili scopi o più alti obiettivi. Quindi, che fare di questa nuova compagna di vita che in modo lento e strisciante si sta arrampicando sul mio corpo, come edera invincibile? Beh, le lascio tutto lo spazio che desidera prendersi da questo momento in poi e guarderò il mio corpo finalmente modificarsi e perdere quell’aspetto innaturalmente “giovanile”, che lo ha caratterizzato fino a questo momento.

C’è da dire una cosa. Noi, “Generation X”, siamo cresciute con il mito della forma fisica perfetta. Avevamo 16 anni, quando quella pazza di Jane Fonda faceva il roboante ingresso nelle palestre e nelle case. Sì, perché bastavano un paio di scaldamuscoli e una videocassetta, per trasformare anche 1 mq del salotto in una palestra pop up e noi, in forsennate fitness-maniache. Non stavamo mai ferme e questo ci ha permesso di presidiare a lungo la taglia 42, manco fosse il nostro brand.

Una generazione di “TAGLIE 42”, che fa fatica ad ammettere che in fondo, averci la cellulite a cinquant’anni è normale quanto avere le rughe in viso (ecco, però queste ancora non le ho…).

Come concludere questo post? La prima considerazione è che ha vinto lei. Nulla potrà mai togliermela di torno, quindi non cercherò prodotti e soluzioni che promettono di minimizzare l’inestetismo. Conosco bene il mondo della cosmetica, soprattutto, conosco bene i suoi limiti.

Porterò con me materassi/cuscinetti/bucce d’arancia, come uno sherpa in missione. Lo farò con fierezza e senza lamentarmi. Cercherò di familiarizzare con questa mia nuova dotazione, integrandola a pieno titolo nel mio organigramma fisiologico.

Insomma… in qualche modo dobbiamo collaborare, no?!

 

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