Ci siamo, ci siamo.

Siamo alle prime avvisaglie. Credo. 48 anni e mezzo è l’età giusta, non troppo giovane ma nemmeno troppo vecchia. In una parola PERFETTA. Perfetta per cosa? Per iniziare le manovre di avvicinamento alla MENOPAUSA. Eh già, eccomi arrivata, ora stacco il biglietto e mi metto in coda. Il mio turno arriverà a breve.

Irregolarità mestruali (“Oddio, non sarò mica incinta, eh?!”), termoregolazione corporea sballata (“Madonnina, che caldo!” “Ma no, c’è il climatizzatore a palla…” “Ma io sto sudando!”), extrasistole al galoppo. Mi dicono che si comincia così, poi la collezione di disagi variegati si amplificherà e includerà aumento del peso corporeo, mutazioni morfologiche e sbalzi improvvisi dell’umore. Almeno nella sua fase iniziale. Per il momento mi fermo ai primi tre, ma tengo d’occhio la menopausa come si farebbe con una rivale in amore particolarmente attrezzata. La studio, cerco di anticiparla, mi informo su di lei e provo a pensare ad una valida strategia per batterla sul tempo.

Sapendo che non avrò alcuna chance di vincere.

La LU in menopausa non riesco proprio ad immaginarla. Sarò grassa? Sarò intrattabile? Smetterò di essere attiva? Insomma, cosa sarò?

Vicina ai cinquanta e alla menopausa... Cosa mi aspetta?

Vicina ai cinquanta e alla menopausa… Cosa mi aspetta?

Già… Cosa sarò? Proprio oggi a pranzo, ne ho parlato, in modo semi-serio come è nel mio stile, con una collega. Anche lei, come me, con la tendenza a sdrammatizzare argomenti “spinosi”. Ne è uscita una pausa pranzo a tratti esilarante, quasi un confessionale tra donne di mezza età, ancora in forma e di bell’aspetto (lei sicuramente), ma alle prese con una tappa della vita che, se affrontata in modo scorretto, può addirittura metterti alle corde.

Non citerò il suo nome, non avendole chiesto alcuna autorizzazione, vi dirò solo che la collega ha da poco compiuto cinquant’anni, ma vedendola gliene dareste quaranta. Bionda, occhi azzurri, un corpo bellissimo, molto curata e attenta ai dettagli. E’ la conferma che gli anni possono passare, ma il driver principale dell’invecchiamento sei tu con la tua condotta di vita. Tra una foglia di rucola e un’oliva che vola fuori dal piatto, mi racconta che la sua menopausa è arrivata senza alcuna avvisaglia evidente, ritenendosi per questo fortunata. E’ stato il ginecologo a dare il responso definitivo, mettendo la parola “fine” ad una prima fase (quella che io chiamo “produttiva”) della sua vita di donna.

Ma se è vero che lo specchio continua a restituirle un’immagine esteriore assai piacevole, non così è per quanto riguarda l’aspetto interiore. “Ho la lacrima facile. Basta una canzone, una immagine particolare, un ricordo, una battuta un po’ brusca… e mi scendono le lacrime. Guarda qui… giro con il pacchetto di fazzolettini pronto all’uso!”

Ci ridiamo sopra, se non altro per il modo genuino con cui racconta i fatti, condendo il tutto con episodi occorsi anche in ufficio. Mentre parla, provo a capire se anch’io, “cuore di ghiaccio”, correrò questo rischio: io che ho sempre trattenuto senza difficoltà, misurando soprattutto le emozioni. Chissà… Insomma, per lei lo scoglio più duro è riuscire a controllare quella lacrima che spunta all’improvviso, rischiando di finire sui documenti presidenziali, come un sigillo di gommalacca.

Non c’è terapia che tenga, quando ci sei dentro, ci sei dentro. Gli ormoni non fanno nulla, i rimedi naturali men che meno, insomma che dobbiamo fare? Niente, se non continuare a vivere come sempre.

Al caffè, l’argomento finalmente approda alla sua vera riva. Non è la menopausa a gettarti nello sconforto, tutto sommato, ma l’età che inesorabilmente passa. Ad esempio, quel 5 che ha segnato il passaggio alla decade successiva. Ecco, è quello il vero nodo cruciale. I 50 anni. “Sì, ma non li dimostri” osservo io “Vero, ma li ho” chiude lei.

Per una donna, i cinquant’anni sono un momento di stop e di riflessione. Sono un po’ indigesti, sono pesantucci, non sono amici. Nessuno li ha invitati, ma stanno lì davanti a te, hanno bussato alla tua porta e ora li devi accogliere e accomodare come fossero ospiti d’onore, quando invece tu vorresti sbarazzartene, facendo finta di nulla.

Ci interroghiamo insieme sul da farsi. Che fare per superare questo “rallentamento emotivo”? Passiamo in rassegna le più disparate e assurde opzioni, incluso il “toy boy” (che viene subito scartato per “sicura inadeguatezza”), gli sport estremi e altre amenità. Per fortuna, non ci manca l’ironia sana e saggia, che solo donne mature possono permettersi.

Arriviamo alla conclusione, che attività in grado di scatenare le endorfine possano contrastare il malumore dovuto all’età. Ci promettiamo di compilare una lista di opzioni percorribili per poi rivederci e focalizzare un piano.

La pausa, a parlar di menopausa, volge al termine, torniamo ai nostri ruoli. Il sorriso ci accompagna ancora per qualche minuto. Parlandone, mi sono sentita meglio e spero che la stessa cosa valga anche per lei.

Per ora, quindi, tutto ok. Per ora…

 

(Visited 423 times, 1 visits today)
Stampa Stampa