Noi, le “nate analogiche”, portiamo nel sangue una passione immortale per la fruizione tradizionale dei contenuti. Certo, navighiamo con il tablet, socializziamo con lo smartphone. Personalmente, ho smesso di subire da tempo le odiose operazioni di check-in in aeroporto. Ho scaricato le app delle compagnie aeree che utilizzo abitualmente poi, la sera prima della partenza completo la procedura tramite smartphone. Il tutto, comodamente seduta a casa mia, con la prospettiva il giorno dopo di prendermela comoda facendo acquisti al reparto cosmetica del duty free. Lo stesso discorso vale per gli hotel. Cinque clic al massimo e hai prenotato la stanza che ti serve.

IL RITO DELLA LETTURA “ANALOGICA”: UN’ESPERIENZA SENSORIALE!

Però… però la lettura del magazine… ma vuoi mettere il piacere di accomodare sulle gambe la copia del tuo mensile preferito fresca di stampa, lasciare che si sbilanci un attimo fino a raggiungere il giusto equilibrio e qui offrire la migliore delle letture da relax? E che dire, quando sfogliando ti capita sotto gli occhi proprio quella borsa fantastica e allora ti avvicini alla foto e, aggrottando le sopracciglia, ti perdi a scrutare nei suoi dettagli. Fino a quando, improvvisamente, inali quel profumo primordiale di carta stampata che ti manda letteralmente giù di testa.

La lettura è un’assoluta esperienza dei sensi e l’e-book, supporto efficiente e prestazionale, di emozioni non te ne dà di certo.

AL CINEMA, PER PERPETUARE L’ABILITA’ CREATIVA DELL’UOMO

Come per la lettura, lo stesso discorso vale anche per il cinema. Seppure in crisi, anch’esso vittima silenziosa del proliferare di ultra-device che l’hanno quasi sostituito, il cinema mantiene intatto un fascino che nessun altro media può vantare. Il cinema ha contribuito ad accrescere la conoscenza e la consapevolezza dell’uomo, laddove la televisione, in tempi più recenti, ne ha quasi annullato alcune delle facoltà cerebrali di base. Il cinema è arte, nel cinema ritroviamo espresso tutto il nostro capitale creativo, quello che ancora ci salva la faccia con il resto del mondo. La moda, la musica, la capacità di distillare storie, il cibo, l’ingegno nella sua accezione più ampia, insomma nel cinema, l’italianità riesce ad esprimersi ancora con grandissima efficacia.

Di recente mi sono riavvicinata al cinema per motivi professionali e la passione si è accesa di nuovo, più forte che mai. Del resto, come non appassionarsi al cinema, quando si ha l’opportunità di vivere il palcoscenico del festival italiano per eccellenza, ovvero la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, giunta quest’anno alla sua 71.ma edizione.

Me in Venice

Eccomi a Venezia, con l’attrice Cristiana Capotondi, in occasione della consegna del premio #Instax4Talent

AL FESTIVAL DI VENEZIA, “ONLY THE STRONG SURVIVE”…

A meno che tu non sia una star, partecipare al Festival del Cinema di Venezia è massacrante. Massacrante la preparazione, che  influenza le vacanze estive visto che l’evento inizia attorno al 25 di agosto, più che massacrante il durante e anche il post non è da meno. Quest’anno poi, l’abbraccio che Venezia ha riservato al mio arrivo al Lido è stato gelido e grondante di pioggia.

Festival bagnato, festival fortunato e io ho avuto davvero la grande fortuna di assistere alla proiezione serale di una delle pellicole in concorso, ovvero, “IL GIOVANE FAVOLOSO”, diretto dal regista Mario Martone, con Elio Germano nella parte del letterato Giacomo Leopardi.

il giovane favoloso

Un “gigantesco” Elio Germano, nei panni di Giacomo Leopardi da giovane

ELIO GERMANO, IL MIGLIORE. PUNTO

Amo Elio Germano, che in questo ruolo è riuscito ad esprimere tutta la sua potenza espressiva. Nei panni di Leopardi è convincente, emozionante, intenso, genuino. In una parola, perfetto. Ci restituisce il ritratto di un poeta che ci ha accompagnato per mano durante il nostro percorso scolastico, a volte maltrattato, a volte idolatrato da noi studenti. Noi, che lo abbiamo un po’ deriso perché fisicamente “sfigato” (le battute in classe me le ricordo ancora…), poi ci siamo appassionati alle sue fughe, prima mentali poi reali. Rivoluzionario e ribelle, lo abbiamo seguito con passione nel suo peregrinare insoddisfatto, sempre più ricurvo e malato. E insieme al suo disagio interiore, abbiamo goduto delle opere che lo hanno reso celebre, forse troppo tardi.

UN LEOPARDI FAVOLOSO, DA NON PERDERE AL CINEMA

Il film racconta la vita del poeta, partendo dalla claustrofobica Recanati, per continuare nella Firenze scettica e in parte ostile, fino a concludersi nella magica Napoli afflitta dal colera. Durante il viaggio durato una vita, incontriamo le sue opere immortali, fortemente autobiografiche, intrise della sua esperienza straordinaria.

Una direzione perfetta, un cast perfetto, una colonna sonora che mixa sacro e profano: nonostante i critici non abbiano apprezzato, ho trovato particolarmente efficace l’accostamento delle immagini con i pezzi chill out prodotti dal DJ tedesco Sascha Ring. A mio avviso, la soluzione musicale più azzeccata per descrivere il disagio interiore, la disfunzione emotiva, il peregrinare senza pace del Leopardi.

Il film esce nelle sale il 16 di ottobre. Il mio consiglio è di andare al cinema a godervi la visione. Nelle parole del regista Mario Martone,

Il giovane favoloso vuole essere la storia di un’anima, che ho provato a raccontare, con tutta libertà, con gli strumenti del cinema.

Ancora una volta, e nonostante la nostra ingratitudine, il cinema continua a riservarci le esperienze più toccanti.

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