Circola una notizia che sta facendo scalpore, sollevando polveroni, polemiche e discussioni più o meno ponderate. Perché tocca uno dei diritti inviolabili della donna, quello alla maternità. In Italia, poi, dove la maternità è ancora posizionata come un prodotto “sacro”, spesso nemmeno di nostra competenza, e non come una normalissima tappa evolutiva, apriti o cielo!

APPLE E FACEBOOK… CONGELANO LA MATERNITA’

In pratica, Apple e Facebook hanno avviato una campagna rivolta alle dipendenti, che offre di pagare (“invita”, si legge da qualche parte) la “crio-conservazione” degli ovociti, non per superare problemi di infertilità o di salute, ma per rimandare la maternità, dedicandosi alla carriera. Il valore di cui stiamo parlando non è poco, si parla di un importo fino a 20.000 dollari che non coprirà solo le spese per i due trattamenti necessari, ma anche per la conservazione degli ovociti. Facebook ha già inserito, dal primo gennaio, l’opzione nella polizza sanitaria destinata alle dipendenti, mentre Apple avvierà questa politica dal prossimo anno, aggiungendo altri benefit quali il supporto per il trattamento dell’infertilità e il congedo maternità.

 

crioconservazione ovociti

L’ovocita congelato nel pieno del suo potere riproduttivo, ha maggiori possibilità di assicurare una gravidanza alla donna anni più tardi, quando per motivi biologici, sarebbe più difficile avere un figlio. I dati riportati da S.I.S.Me.R. (Società Italiana Studi di Medicina della Riproduzione) e in linea con la letteratura scientifica  internazionale, parlano di una donna su tre in media, in grado di concepire con i propri ovociti scongelati. L’utenza che ha maggiormente sfruttato questa possibilità, fino a oggi, è composta da pazienti oncologiche, le più esposte al rischio di sterilità parziale o totale a causa delle cure chemio o radio-terapiche.

“SOCIAL EGGS FREEZING”, PROVATE A TRADURLO…

La “crio-conservazione” effettuata, invece, con l’obiettivo di cui sopra, in inglese è definita “SOCIAL EGGS FREEZING”. E’ la sua natura, quindi, “sociale” che modifica il significato dell’intervento, facendole assumere un valore di “servizio”. Con una efficace definizione, abbiamo in un colpo riposizionato un prodotto complesso, rendendolo disponibile per scopi più pratici. Oggi come non mai, si decide di posticipare la maternità per numerosi motivi che vanno dalla scelta di concentrarsi su obiettivi lavorativi all’assenza del compagno giusto, dal non sentirsi pronte a diventare madri, a oggettive difficoltà di percorso. E’ la vita e per noi donne, non è mai stata così difficile.

La mia opinione? Assolutamente positiva. Innanzitutto stiamo parlando di un’opzione e non di un obbligo. Purtroppo carriera e maternità sono molto spesso inconciliabili, ben vengano quindi tutti i supporti economico-pratici per permetterci di realizzare, se lo desideriamo, il sogno di avere e di crescere un figlio, insieme allo sviluppo professionale che ci meritiamo.

ATTENZIONE, SIAMO IN ITALIA. QUI LE POSIZIONI MILLENARIE SONO INVIOLABILI!

I miti della maternità e del matrimonio, con i quali siamo cresciute, hanno purtroppo alimentato un senso di colpa assurdo, portandoci spesso a compiere scelte sbagliate o mal pianificate. Rimandare la maternità (quando non, addirittura, rinunciare ad essa) è una decisione di grande coraggio e intelligenza che va rispettata nella pienezza del suo significato. E tutte le opportunità che ci mettono nella condizione di attuare, nel massimo della tutela fisica, psicologica e economica, decisioni come questa non possono che essere benvenute.

Voi, cosa ne pensate?

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