Due settimane. Due settimane e un paio di giorni. Questa è la durata del mio  “pit-stop” agostano.

Sono arrivata sin qui con il fiato rotto e le gomme a terra. Quest’ultima settimana, poi, è stata a dir poco devastante. Ritardi ferroviari a non finire, caldo atroce sopra e sotto terra (per sottoterra, intendo il tragitto in metropolitana…). Allagamento al -2 aziendale, che ha significato inibizione totale degli ascensori e quindi 3 piani a piedi tutti i giorni, più volte al giorno. Muta irrefrenabile di Nanami, che si protrae ormai da un mese abbondante e che sembra non voler finire. Ma quanto pelo ha ‘sto akita? Me ne ritrovo dappertutto… C’è dell’altro? Oh, sì, ci sarebbe tanto altro.

Ma non voglio risultare pedante e pesante. Proprio ora, che il calendario mi offre la rara opportunità di potermi dedicare alle faccende domestiche.

Sì, ho detto “faccende domestiche”.

Che significa? Significa che, non avendo programmato alcun viaggio, mi dedicherò con calma zen alla rimessa a punto della casa, alle pulizie di ogni angolo, anche quello più nascosto. Alla rimozione di tutti gli orpelli e i cadaveri che sono già riuscita ad accumulare ad un anno dal mio arrivo qui. Incredibile, eppure mi ero ripromessa di non compiere più l’errore di adottare roba inutile, invece ci sono cascata di nuovo. Domani si comincia. Ogni giorno, una stanza fatta bene. L’obiettivo è prepararla a dovere per i miei progetti autunnali in ambito food. Dovrà essere accogliente, calda, fruibile, perfetta.

Due settimane, durante le quali dovrò certo occuparmi di qualche lavoretto milanese, ma lo avevo messo in conto. Due settimane, durante le quali vorrei anche andare a remare, visto che sono a secco da un po’. Due settimane durante le quali sperimenterò qualche ricetta prima dell’autunno. Insomma, saranno due settimane assolutamente normali e proprio per questo per me straordinarie.

Una “straordinaria/normalità”. Non voglio perdermela!

Buone vacanze a tutti.

 

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