Non ho ancora parlato di lei. Non ho ancora raccontato di come sia entrata in modo dirompente nella nostra vita, soprattutto nella mia. Non ho ancora raccontato di quanto sia fantastico tornare a casa e trovarla alla porta che ti aspetta con ansia, tutta sculettante perché gli Akita non riescono a scodinzolare, e vederla saltare, quasi volare, in preda alla gioia. Non ho ancora raccontato dei momenti in cui mi fermo un attimo e penso a lei, all’amore incondizionato che da oltre un anno e mezzo mi sta dando e a quanto desideri strapazzare il suo pelo morbidissimo e lucente, in ogni momento della giornata.

principessa

E’ NANAMI, il nostro AKITA-INU. Dovrei dire il mio, visto che per motivi “tecnici” sulla sua “carta d’identità canina” compare la sottoscritta e non il nome di mia figlia, vista la minore età nel momento in cui il cucciolo è arrivato a casa.

da cucciola

NANAMI non è un cane, è una gioia immensa. E’ il quarto componente della famiglia, interattivo e comunicativo in modo quasi inconcepibile, così sensibile da elevarsi a reale componente “umano”.

Ci avevano messo in guardia in tanti dal prendere un AKITA. Ci raccontavano di una razza molto indipendente, dal carattere forte e autorevole, distaccata, dominante, aggressiva. Insomma, difficilissima da gestire. Ci raccontavano di cani addirittura restituiti all’allevatore, perché incapaci di inserirsi nel contesto famigliare in modo armonioso. E concludevano dicendo, che la razza è poco diffusa proprio per la sua difficoltà di gestione. Suggerimento finale: prendete un Labrador. O un’altra razza.

in cerca del gatto

Un’altra razza? Ma avete presente un AKITA INU? No?! Iniziate allora con il super-dramma “Hachiko”, interpretato da un emozionante Richard Gere in coppia proprio con un magnifico Akita dal pelo fulvo (come la mamma di Nanami). La storia di “Hachiko” non è finzione cinematografica, ma si ispira a una vicenda realmente accaduta in Giappone, dove la razza è elevata al rango di “eccellenza nazionale”.

No. Non abbiamo voluto un’altra razza. Abbiamo scelto un Akita e per questo ci sarà un motivo, no?! Ci sarà qualcosa di veramente speciale che lega noi a questi cani  leggendari, orgogliosi, combattenti al fianco dei Samurai, riconosciuti solo da veri intenditori…

yuki e le sue piccole pesti

NANAMI, detta anche “pupazzaccio”, è entrata nelle nostre vite nei primi giorni del 2014. Lei, un topolino di 2 settimane, ultima di una cucciolata di 7 Akita tigrati, ha subito creato un legame speciale con Rebecca. A differenza degli altri cuccioli, Nanami si è subito accoccolata tra le sue mani, iniziando a succhiarle il dito. Fu amore senza ritorno. Due mesi dopo, la piccola canaglia ha varcato la soglia di casa Gerevini e da quel momento, nulla è stato più come prima.

in mano a rebecca

Non ci sono mai stati momenti difficili con lei, se escludiamo qualche intemperanza con altri cani. Al momento, posso solo ricordare esperienze straordinariamente positive, capaci di arricchirci ogni giorno. E tutto questo, grazie a un “tigrotto” oggi di 30 kg abbondanti, forte ed energico come Hulk e al contempo capace di tanta dolcezza.

lasciami qui

ho atterrato la rebi

pupazzaccio lupo

Non avevo mai sperimentato la convivenza con un cane. Minou, la gatta che ha vissuto con me per 14 anni, a cavallo tra la mia infanzia e la prima età adulta, mi aveva insegnato cosa significava stringere un rapporto particolare con un animale domestico. Ho, del tempo trascorso con lei, dei ricordi indelebili meravigliosi, molti dei quali documentati in bellissime fotografie. Era una micia stupenda, un ibrido tra un certosino e un soriano dalla pancia rosa. Bellissima e selvatica. La trovai in un cortile, mentre giocavo. Mi finì in mezzo ai piedi. Fino a quel momento nessuno era ancora riuscito ad avvicinarla, mentre io mi ritrovai in men che non si dica con un fagottino grigio argento tra le braccia. La portai a casa vincendo la riluttanza di mio padre, che successivamente, fu il suo più grande alleato.

Passare dall’esperienza felina a quella canina è un bel salto. Ma con il filo conduttore dell’AMORE ASSOLUTO.

vero che mi dai qualcosa

NANAMI ogni giorno è una scoperta e mi spinge a scoprirmi a mia volta. E’ un percorso che stiamo facendo insieme, nel quale mi accorgo di crescere e arricchirmi interiormente, giorno dopo giorno.

Chi l’avrebbe mai detto…

 

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