Archiviamo anche il mese di Settembre. Il mese dei rientri, delle ripartenze, di certi eventi inaspettati e meravigliosi (almeno per me), dei “back-to-school”, delle settimane della moda (l’ultimo atto a Parigi è in corso proprio in questi giorni), delle “to do list” che non verranno mai rispettate.

La spiaggia di Cervia, domenica scorsa...

La spiaggia di Cervia, domenica scorsa…

… le “TO DO LIST”? Volete il mio punto di vista? Non facciamole, non sprechiamo il nostro tempo.

Oppure, se proprio le vogliamo compilare, che siano credibili e non puramente aspirazionali, che poi rileggendole ci fanno pure incazzare per non averci nemmeno lontanamente provato. Ne ho fatte tante di liste nel passato. Erano divertentissime e le compilavo insieme a una “mitica” collega. La stesura della lista era diventata un appuntamento “settembrino” sacro, al quale non potevamo sottrarci e che doveva essere celebrato con idee sprizzanti di genio. Altrimenti la lista veniva invalidata e si ricominciava daccapo.

Ci si trovava a cena, dopo l’ufficio (orario di uscita, tra le 22.00 e le 23.00), in Corso Italia a Milano. Il nostro punto di riferimento era la pizzeria “BIO PIZZA”. Questo accadeva non molti anni fa… Eravamo clienti abituali, così “frequent eaters” da essere ricevute con tanto di riverenza simpatica dal titolare del locale. Sapeva tutto di noi e sapeva anche della LISTA!!!

Così, in quell’occasione ci lasciava stare, perché ci vedeva troppo impegnate a progettare. Insieme ai documenti di strategia da presentare ai clienti il giorno dopo, sul tavolo facevano bella mostra fogli bianchi sui quali iniziavamo a scrivere elenchi di cose fattibili, ma alquanto improbabili. Inutile dire che la lista rimaneva lì senza spunte e non per una questione di non volontà, semplicemente a causa di un lavoro capace di assorbirci dodici ore al giorno con punte vicino alle venti ore (ricordo certi pitch internazionali da infarto…). Insomma, non c’era spazio per fare altro.

Invecchiando, mi sono resa conto che mettersi a progettare profondamente fosse solo una perdita di tempo. Così ho iniziato a concentrarmi solo sulle cose già presenti nel mio personale “action plan”, senza aggiungere altro.

Nel prossimo autunno prevedo un innalzamento della pressione in generale, almeno per ciò che riguarda la mia agenda lavorativa. Ci sarà da viaggiare parecchio, da organizzare diverse iniziative, insomma non mi annoierò di certo. Dovrò piuttosto fare attenzione a non perdere il controllo della situazione… Sul fronte extra-lavorativo, ho dato invece una decisa sfrondata agli impegni. Oltre al canottaggio, che continuerò mettendoci energia e passione, saranno due le aree dove sono disposta a perdere le notti: LA CUCINA e IL BLOG.

Qualche pensiero di troppo, mentre scruto i 1.000 metri del campo di gara.

Qualche pensiero di troppo, mentre scruto i 1.000 metri del campo di gara.

In CUCINA farò grande sperimentazione e metterò le basi al ricettario di cui vi ho parlato. Il team di lavoro è pronto a mettersi all’opera. Mancano alcuni dettagli, poi si partirà e spero che vogliate sostenermi anche solo con il pensiero in questa impresa. Inutile dire che non vedo l’ora di cominciare sul serio.

Tutti a tavola con i miei "racconti".

Tutti a tavola con i miei “racconti”.

Nel BLOG ci saranno novità di un certo peso. Riguarderanno noi donne, il tema del cambiamento, la nostra progressiva trasformazione. Lo faremo insieme, perché vedrete, vi coinvolgerò per costruire all’unisono lo scenario che vorremmo, quello che abbiamo in testa e che abbiamo quasi timore ad esplicitare. Proviamoci, no?!

Si entra nel vivo della stagione “di passaggio”. Il letargo è ancora lontano, perciò… VIAAAA!

NANAMI in perenne letargo. La mia adorata AKITA INU.

NANAMI in perenne letargo. La mia adorata AKITA INU.

 

 

 

 

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