E’ un fenomeno in crescita quello della mastoplastica additiva, ovvero l’intervento che mira ad accrescere la volumetria del seno, mediante l’inserimento di protesi.

Nel 2013, secondo i dati AICPE (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica), sono stati 33.481 gli interventi effettuati, in crescita rispetto all’anno precedente del 6,4%. Un segnale importante, dopo la battuta di arresto che aveva visto crollare il numero degli interventi effettuati, a causa dello scandalo delle protesi Pip salito alla ribalta nel dicembre 2011. L’aumento del volume del seno è, per numero di interventi, secondo solo alla liposuzione e coinvolge donne di tutte le età, con maggior peso nella fascia dai 30 ai 45 anni. Inferiori, sono invece gli interventi che vengono effettuati dalle più giovani, mentre più interessate alla “mastopessi” (lifting del seno), o alla rimozione di vecchie protesi, sono le donne dai 50 anni di età in su.

UNA “NUOVA ME”, PARTENDO DAL… SENO.

Decidere di aumentare il seno, in assenza di una storia clinica tumorale che ha richiesto la mastectomia, comporta solitamente una lunga e ponderata riflessione. Non siamo donne avvezze ai colpi di testa. Capita che la vita ci segni a tal punto da volere un drastico cambio di rotta e che la nuova rotta passi proprio attraverso un grande cambiamento fisico. E dopo aver rivoluzionato il taglio e il colore dei capelli e iniziato una drastica dieta a tavola, ecco che con un briciolo di coraggio in più è possibile spostare l’asticella più in alto. Verso quell’obiettivo che non sarebbe possibile raggiungere se non con l’aiuto del bisturi. Per una “nuova me”.

Oggi, grazie a una tecnologia 3D è possibile scegliere con maggiore consapevolezza la dimensione del seno, puntando ad ottenere un risultato armonico e proporzionato rispetto alla propria figura.

«Non basta riempire un po’ il reggiseno con dell’imbottitura per capire davvero come sarebbe aumentare di qualche taglia il proprio decollete. Per avere un’idea più verosimile, la tecnologia oggi viene in aiuto, grazie a un nuovo software in 3D che permette di simulare il seno con le protesi e, eventualmente, di modificarlo prima dell’operazione». Di questa novità tecnologica, parla Francesco Alia, chirurgo plastico con studi a Milano e Cagliari.

Il dott. Francesco Alia, Chirurgo Plastico con oltre 40 pubblicazioni scientifiche all'attivo, opera a Milano e in Sardegna.

Il dott. Francesco Alia, Chirurgo Plastico con oltre 40 pubblicazioni scientifiche all’attivo, opera a Milano e in Sardegna.

LA TECNOLOGIA 3D IN AIUTO ALLE DONNE CHE DEVONO SCEGLIERE CONSAPEVOLMENTE

«Il software permette, attraverso l’elaborazione di tre fotografie, di proiettare tridimensionalmente l’immagine della paziente a seguito di un intervento al seno», spiega. L’obiettivo non è solamente evitare brutte sorprese nel post intervento, sperimentando diverse misure e tipologie di protesi, «ma soprattutto mettere il paziente davanti a quella che sarà la sua nuova immagine», precisa lo specialista. «L’idea di bellezza che abbiamo non sempre è la soluzione migliore per noi e non sempre è ciò che la paziente crede le possa essere più adatto e starle veramente bene. Il chirurgo plastico ha la responsabilità e il dovere di informare le pazienti sulle soluzioni più opportune; sotto questo profilo la tecnologia viene in aiuto. Avere la possibilità di mostrare il risultato è indubbiamente importante per non creare false aspettative perché il visto in tv o l’esperienza dell’amica possono rappresentare delle forzature inutili e insoddisfacenti: ognuno ha una propria linea del corpo e una propria fisicità che devono essere rispettate».

La tecnologia aiuta, ma non basta. Prosegue Alia: «Una volta scelta la dimensione della protesi e la forma, faccio indossare alle pazienti delle” protesi esterne di prova che si posizionano sotto il reggiseno “ così che possa davvero rendersi conto del peso e dell’ingombro del nuovo seno. Anche questo è un passo importante da affrontare prima dell’operazione: le pazienti camminano e si rendono conto se la nuova forma del corpo è confortevole».

UN EVOLUTO SISTEMA DI ELABORAZIONE DELLE IMMAGINI, CON LA POSSIBILITA’ DI UNA SIMULAZIONE REALE DEL RISULTATO.

Come funziona il nuovo software? «Dapprima si scattano tre foto: fronte e dai due lati. Quindi le immagini vengono elaborate per ottenere un modello del torace e del seno. Il modello tridimensionale ottenuto può essere ruotato in tutte le proiezioni per valutare l’effetto estetico di vari tipi di protesi mammarie, con la possibilità di paragonarlo in tempo reale con la situazione di partenza», spiega il chirurgo. «Per una maggiore sicurezza, alla paziente viene proposta un’ulteriore prova utilizzando delle protesi esterne apposite che, inserite sotto un reggiseno sportivo, simulano il probabile risultato finale e in particolare la sensazione soggettiva di aumento del volume che si otterrà dopo la mastoplastica additiva. Tendenzialmente, il sistema si usa per scopi estetici, ma si può anche usare per valutare la simmetrizzazione da applicare nel caso di ricostruzioni mammarie, in pazienti che hanno subito interventi di mastectomia.».

Questo software è un ‘evoluzione dei sistemi esistenti, poiché consente di realizzare immagini tridimensionali e provare su di esse l’effetto di vari tipi, misure  e marche di protesi mammarie, in modo efficiente e agile. “Per esempio, posso avvalermi del sistema Crisalix (questo il nome specifico) anche per le pazienti che vedo nel mio studio di Cagliari e non solo in quello di Milano.” Sottolinea il dott. Alia.

Ma, mette in guardia il medico, «tutti questi passaggi non sostituiscono la visita medica effettuata da un chirurgo esperto. Senza un colloquio chiaro e un’attenta analisi delle possibilità di esito dell’operazione non è possibile intervenire: occorre infatti conoscere in modo approfondito lo stato di salute della paziente e comprendere le sue aspettative».

Per approfondimenti e contatti: www.plasticsurgery.it

(Visited 746 times, 1 visits today)
Stampa Stampa