La Lu si è persa per Parigi. Cioè, ha voluto perdersi, come è ormai sua consuetudine quando si trova a girovagare altrove. Tanto poi, è bastato tenere d’occhio la Tour Eiffel, per riguadagnare agevolmente la strada per l’hotel, vicino proprio alla scintillante torre.

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Parigi, come New York è una delle metropoli più celebrate al mondo, più citate, più raccontate, più abusate, più tutto e non sarà di certo la mia esperienza a scatenare l’effetto “wow” in quanti leggeranno il mio post. Non ho pertanto luoghi segreti o consigli da dare, che vi esorto piuttosto a chiedere a frequent users della città.

Stasera però, dopo una giornata di presentazioni (domani è il mio turno) ho mollato tutto nella camera dell’hotel (très chic) e mi sono data letteralmente alla fuga. Una fuga breve, dal momento in cui trascorrerò la serata in compagnia del mio pc e di un lavoro che deve essere terminato quanto prima. La mia, è stata una fuga “ragionata”, perché avevo già in mente la destinazione finale: un luogo indescrivibile perché potente come una magia irresistibile. Questo luogo fatato si chiama SHAKESPEARE AND COMPANY ed è… un bookstore.

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Pensavate che la Lu avrebbe ceduto al richiamo delle boutique del lusso di Rue Cambon o di Place Vendome? Invece no, ma stavolta Mademoiselle Gabrielle mi perdonerà se mi sono lasciata travolgere dall’atmosfera antica e ovattata, dal sentore eterno e lievemente polveroso, di questa storica libreria. Che poi, chiamarla libreria è davvero riduttivo.

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Le vetrine già promettono un’esperienza indimenticabile. Ingannano, perché sembrerebbero condurvi in un luogo piccolo, affollatissimo di libri antichi e nuovi. Invece… provate a varcare la soglia e un labirinto di stanzette vi condurrà alla riscoperta di quanto di meglio, la letteratura mondiale ha da offrirci. Perlopiù in lingua inglese.

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Il percorso di stanzette, dai pavimenti in cotto e graniglia e soffitti con travi a vista, è imprevedibile. Si ha quasi l’impressione, che ogni stanza che segue si formi nel momento del nostro passaggio. Una magia assoluta. Basta spostare lo sguardo su un altro livello dello scaffale, per perdere completamente l’orientamento e chiedersi “ma qui, ci sono già passata?”. Probabilmente la risposta è “sì”, ma che importa, ogni ritorno sui propri passi non è altro che una nuova scoperta in quella moltitudine di testi da capogiro.

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Il culmine della visita, si compie al primo piano, dove è stata ricavata la stanza nella quale la fondatrice Sylvia Beach era solita intrattenersi per godere della lettura della sua collezione di libri. Un piccolo angolo aperto a tutti i lettori, che desiderano raccogliersi sui divani o sulla poltrona per leggere uno dei libri esposti sugli scaffali. Un’esperienza straordinaria, quasi commovente.

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Ho fatto acquisti, naturalmente, li vedete raffigurati qui sotto. Il primo libro che ho estratto dallo scaffale è la raccolta di lettere di Sylvia Beach, la fondatrice. Adoro il genere epistolare. Mi riporta indietro negli anni, quando le lettere avevano importanza e autorevolezza. Gli altri due, pur sempre di donne trattano. Uno è dedicato alle casalinghe perfette nell’America degli anni ’50 (la mia epoca) e l’altro è una raccolta di tips e si intitola “How to look young”. Nell’epoca dei tutorial e degli “how-to” a sproposito, questo libercolo di inizio secolo (ventesimo) ha lanciato una tendenza!

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Se vi capita, fateci un salto: 37 Rue de la Bûcherie.

Ah, dimenticavo. Non ho saltato la cena, anzi. Mi sono dedicata la più bella delle esperienze parigine del consumo di baguette “en plein air”. Seduta su una panchina, con in pugno 40 cm di baguette farcita con “salami, fromage, salade, tomate”, mi sono davvero goduta un’aria leggera, frizzante, energetica, profumata. Immersa nei miei pensieri, guardando all’insù tra le chiome degli alberi, chissà…

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Bonne soirée à tous

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