Hop on, hop off.

Ieri Düsseldorf, domani Vienna. La prossima settimana Amsterdam. Insomma, abbiamo iniziato a girare parecchio nella modalità “snack” che tanto piace a me, quella del viaggio di lavoro.

Il viaggio di lavoro è quasi sempre breve, intensissimo, iper-concentrato. Ti divide tra l’azienda e l’aeroporto, luoghi per me “di culto”. Sorrido sempre, quando vedo la gente sgranare gli occhioni davanti alla mia agenda, immaginando gli aspetti ludico/esotici dei miei spostamenti oltreconfine. Invece di ludico non c’è praticamente nulla, ad eccezione delle cene con i colleghi di altre subsidy, sempre divertentissime e memorabili. E tu vai a spiegare, che invece il bello del viaggio di lavoro sta proprio nella sua componente più avventurosa e imprevedibile, ovvero, il viaggiare da sola.

Potrei raccontare di esperienze in bilico tra l’incubo e la comica, così come di situazioni straordinarie, proprio perché assolutamente imprevedibili. Di amicizie nate in volo, nel mezzo di turbolenze da infarto. Di progetti internazionali realizzati, capaci di darmi carica ed entusiasmo, più di qualsiasi programma di rutilanti collateral in terra straniera.

Insomma, datemi un bagaglio a mano, un target da centrare, fatemi partire il più possibile e farete di me una donna felice. Realizzata al 100%.

Ma la classe...

Ma la classe…

Che ci metto, nel mio bagaglio a mano? La prima cosa: scarpe da corsa. Perché di solito, ci faccio stare sempre una bella corsetta, non importa a che ora e in quali condizioni atmosferiche: su le scarpe e via, per una decina di chilometri almeno. Le scarpe sportive occupano una buona metà del bagaglio.

Poi, non mancano le mie creme viso. TUTTE. Sieri, creme, maschera, prodotti per la detersione. Il beauty viso porta via il restante 40% dello spazio.

Resta un 10% nel quale, ben appallottolati, ci stanno il cambio, la biancheria intima e qualche tool d’emergenza, per donea in pre-menopausa.

Computer e materiale da lavoro, me li tengo ben stretti in borsa, perché anche in volo (a meno di non crollare come è accaduto ieri, di rientro da Düsseldorf) si lavora: always on. Libri? A volte, ma solo se la durata del volo è tale da richiedere qualche distrazione.

Ok, è tempo di controllare le ultime cose, poi, si parte. Buona continuazione a tutti!

 

 

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