La tipologia di viaggio che preferisco è il “viaggio di lavoro”. Viaggio di lavoro, non inteso nella sua accezione pseudo ludica (quindi elimino: press trip, team-building, lanci di vario genere, fiere, giocolerie/spettacolerie varie, …), bensì finalizzato a farsi il cosiddetto mazzo fuori sede. Per me, questo è il massimo della soddisfazione e della motivazione allo spostamento.

Narita Tokyo

I motivi sono vari. Il primo è il piacere di viaggiare da sola, in completa autonomia. Sola con me stessa e il mio bagaglio, libera di modulare il programma a mio piacere, inevitabilmente predisposta alla gestione (a modo mio) di inconvenienti e pasticci. Il secondo, è che essendo io una “functional” do al viaggio una dimensione analoga: mi ci vuole un obiettivo, in pratica, che non sia ad esempio mettermi in coda per entrare in un museo o girare per i mercati rionali del luogo ospitante… Poi, magari, capita che ci scappi la visita al museo o simili, ma deve solo essere un collateral all’interno di un programma di viaggio, dal taglio ben diverso.

Tokyo

Il terzo, ed è quello che forse apprezzo di più, è il sentirmi immediatamente parte integrante del luogo. L’interazione istantanea che si crea tra me, le persone e il nuovo ambiente è qualcosa che non riesco a descrivere. Diciamo che, dal momento del ritiro bagagli, per me è come essere arrivata a casa, anche se me ne sto a 10.000 km di distanza e non conosco nessuno…

Tokyo

Come in Giappone, ad esempio.

Sono rientrata da pochissimo da una breve trasferta di lavoro a Tokyo. Una trasferta significativa e fruttuosa, che mi ha arricchito tantissimo. L’incontro con la cultura giapponese è stata un’esperienza di rara intensità e pienezza che consiglio di fare almeno una volta nella vita, preparandosi ad accogliere tutti gli stimoli inattesi che essa può dare. Sono sufficienti pochi minuti, per apprezzarne i valori, l’unicità, i significati. Sono sufficienti pochi minuti, per rimanere a bocca aperta come bambini alla scoperta di un mondo che non credevamo realmente possibile.

Narita Tokyo

Ovviamente, come in tutti i viaggi di lavoro, la perlustrazione del luogo è assai limitata, ma sufficiente comunque a farsi qualche idea. La nostra agenda ha giustamente assorbito tutto il tempo a disposizione e il timing dei voli non ha purtroppo lasciato grandi spazi. Sono però riuscita a piazzarmi un bel pomeriggio (domenica) e un paio di sere, a zonzo per Tokyo, perdendomi del tutto. Sul serio, mi sono persa. Perdetevi, se vi capiterà di andare. Non seguite una cartina, ma il vostro istinto. Al bisogno troverete Taxi ovunque, che si fermano al solo cenno della mano e vi accoglieranno con rara gentilezza. La rete di trasporti urbani poi è eccellente e vi condurrà dappertutto. Unico neo, l’inglese in giro non è così eccelso e capita di non riuscire a comunicare con efficacia, ma ci si capisce comunque. La gentilezza conduce dappertutto!

Narita Tokyo

Definirei Tokyo “SOTTO-SOPRA”. Perché c’è vita sotto e sopra. Se volete praticare il Golf, lo potete fare in metropolitana e così anche gli ultimi acquisti della sera. Gli spazi sotterranei sono talmente belli, puliti, accoglienti e ben congeniati da non far rimpiangere ciò che avviene in superficie. Una superficie che troverete curata, disposta ad arte, tecnologicamente avveniristica ed esteticamente sublime.

Stazione della metropolitana. Golf Club...

Stazione della metropolitana. Golf Club…

Ginza Tokyo

Ginza.

Volete un giardino tradizionale? La mattina vi accoglierà con le sue essenze sempreverdi coloratissime, i laghetti specchiati e i vialetti fiabeschi. Lo stesso giardino, la sera vi sorprenderà con un light show da far impallidire George Lucas. Non crederete ai vostri occhi, mentre la magia di luci e melodie vi proietterà in una dimensione dalla quale non desidererete più tornare… Sotto o sopra? Giorno o notte?

Tokyo Roppongi

Di giorno Tokyo ti accoglie mettendo in mostra un armonioso mix di tradizione e tecnologia. Da un lato Palazzo Imperiale e dall’altro una sopraelevata a tre piani sulla quale sfrecciano le auto. Di notte, lo stesso paesaggio si anima di luci facendoti perdere l’orientamento. Sono luci disposte in modo non casuale, che riescono a descrivere immagini potenti e ipnotiche, ma per nulla eccessive.

Tokyo Roppongi

Sì, Tokyo mi ha “rapita”. Mi sono “inchinata” in modo naturale, messa in coda in modo ordinato per salire sui mezzi pubblici, ho porto a due mani banconote e biglietti da visita, sorridendo con aperta genuinità, ricambiata. Ho amato questa dimensione e mi manca. Mi manca tantissimo.

Tokyo Roppongi

Il cibo? La più bella esperienza della mia vita, fino a questo momento. Davanti ai tuoi occhi si materializzano forme, colori e consistenze che ti impongono una sosta contemplativa prima di iniziare il viaggio dentro ai sapori. Croccante e morbido, dolce e “umami”, crudo e cotto. Tutto insieme, a sorprendere il palato. E’ una cucina benefica, quella giapponese, perché fa bene al corpo e allo spirito. Io mi sono depurata, con cibi sani e grandi bevute di tè verde…

Sushi Tokyo

Sushi Tokyo

Tokyo Sushi

Lo ammetto, rientrare è stata davvero dura e non nascondo di aver provato un senso di frustrazione nel momento in cui, sul volo di rientro, ho dovuto riattivare la lingua nativa.

Breve, ma intenso e spero, da ripetere quanto prima.

BIG IN JAPAN…

 

 

 

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