Guardate che cielo scintillante a Sabaudia e che mare da innamoramento. Ho scattato questa foto in spiaggia, sabato scorso nella tarda mattinata, al termine della gara in doppio open ai Campionati Italiani Master di Canottaggio. Mica pizza e fichi…

Cosa desiderare di più... Solo fermare il tempo.

Cosa desiderare di più… Solo fermare il tempo.

In realtà avremmo dovuto gareggiare la domenica, secondo la consueta regola della “serie di finali” da sempre applicata, invece, sorpresa delle sorprese, venerdì alle 18.30, mentre ancora stavamo cercando l’assetto migliore della barca e definendo i dettagli delle due sessioni conclusive di allenamento del giorno dopo, ecco che arriva la bomba: dobbiamo sostenere le qualificazioni la mattina successiva. Cioè il sabato.

Ah, bene. Con una settimana alle spalle che più pesante non avrebbe potuto essere (viaggio a Dusseldorf, mega-ritardo del volo di rientro a Milano, con partenza quasi immediata per Sabaudia, levatacce alle 5.00 praticamente ogni mattina), il dover rinunciare alla giornata di recupero nella quale riposare un po’, settare bene il doppio per noi nuovissimo e testare al meglio un campo di gara non certo facile per via del vento, ci fa precipitare in un buio pesto. Nonostante il sole perfetto e il cielo scintillante.

Mi fa notare LORENZO, che ringrazio ancora per il supporto costante e per aver sistemato il doppio al meglio, che è così che deve andare in un vero campionato. Poco importa se master o assoluto: il vero campionato deve prevedere le fasi eliminatorie da affrontare al top. Punto.

Mettiamo la barca in acqua. Pronti per testarla.

Mettiamo la barca in acqua. Pronti per testarla.

Lorenzo si prodiga affinché tutti i dettagli siano a posto. Non chiedetemi cosa stesse facendo...

Lorenzo si prodiga affinché tutti i dettagli siano a posto. Non chiedetemi cosa stesse facendo…

Proviamo, dai.

Proviamo, dai.

Lorenzo, che di regate ne avrà fatte un centinaio nonostante la giovane età (potrebbe essere mio figlio…), ha ragione, ma l’effetto sorpresa, che ha sbaragliato i nostri programmi tecnici non ci fa stare tranquilli al 100%. Sono solo 3 le specialità che sosterranno le eliminatorie, tra queste c’è la nostra…

Si cambia tutto, a cominciare dalla mentalità. Io entro nella mia trance pre-gara, che significa che dalla mia faccia sparisce completamente il sorriso e riduco al minimo essenziale le comunicazioni. Fabio, il mio prodiere, fa il punto sullo stato del nostro doppio e dà un obiettivo. Entrambi sappiamo che arrivare in finale è oggi quasi impossibile, ma il nostro obiettivo deve essere raggiunto ad ogni costo. Su questo, non si discute.

Così, ci prepariamo alla gara un po’ come si approccia un mercato (eh io sono fatta così, dal marketing non mi separo nemmeno quando gareggio): analizziamo l’arena competitiva, consideriamo la fascia nella quale il nostro prodotto può competere e definiamo un range di risultato. Nella nostra batteria c’è un equipaggio che ha vinto dei campionati italiani di vario tipo e in generale sono tutti più pesanti di noi. Molto più pesanti di noi. Nel pomeriggio però, abbiamo avuto un ottimo segnale durante la prova in acqua: sul cosiddetto “passo” abbiamo superato e mantenuto un bel distacco da un quattro di coppia di master di belle speranze. Fabio si era mentalmente fatto un’idea del risultato che avremmo potuto raggiungere in termini di tempo sui 1.000, ma tatticamente non mi aveva detto nulla.

Il pre- gara si chiude così: a letto tardissimo (1.20) e sveglia prestissimo (4.25, maledizione…). Si va in gara.

Il nostro numero di gara. Il 3: non è il numero perfetto?

Il nostro numero di gara. Il 3: non è il numero perfetto?

 

Ci siamo, vero?!

Ci siamo, vero?!

Concentrazione. In attesa del via.

ED ECCO L’ANALISI “LOGICO/LUCIDA” DEI NOSTRI 1.000 METRI AL CAMPIONATO ITALIANO 2015 MASTER DI CANOTTAGGIO.

PIAZZAMENTO: terzo posto in qualificazione. Passavano in finale  i primi classificati delle 4 eliminatorie e i migliori tempi a completare (per un totale di 8 equipaggi in finale). 21 erano gli equipaggi iscritti in tutto. Se la nostra, anziché una batteria eliminatoria, fosse stata una delle serie di finali come da programma standard, avremmo agguantato la medaglia di BRONZO.
COMPOSIZIONE DELLA BATTERIA: equipaggi esperti, pesanti e con titoli italiani. Meglio così, lo stimolo alla competizione in acqua è stato forte e deciso.
TEMPO FINALE: 4.05.60. Qui c’è da spendere un po’ di parole in più. Solo tre settimane prima, in occasione della nostra gara d’esordio, ci eravamo dati l’obiettivo di chiudere a  4.30/5.00. Le stime di Fabio, dopo aver appurato il nostro stato di forma del pomeriggio di venerdì, davano un  migliorativo 4.17. Invece abbiamo spaccato, con un bel  4.05. Ma non è finita. A cena, durante le valutazioni di rito, un supercanottiere espertissimo ci evidenziava come il nostro tempo reale, depurato dal vento contro che abbiamo sofferto per tutti i 1.000 metri, avrebbe potuto tranquillamente scendere sotto i 4.00.00. SOTTO I 4.00.00. Questo è il nostro valore, con solo un mese di reali allenamenti insieme.
ALTRI PARAMETRI: gli esperti di canottaggio capiranno, comunque, 34 colpi in partenza, 31 sul passo. Bene.
PARTENZA: molto bene. Devo dire che siamo davvero performanti. Si parte e si rimane nel gruppo, siamo efficienti.

Partenza! Si vola!

Partenza! Si vola!

Prime palate dopo la partenza.

Prime palate dopo la partenza.

Via veloci, la gara è partita.

Via veloci, la gara è partita.

BARCA: per noi nuova. Una barca in arrivo direttamente dal campionato mondiale. Una barca che sognerò per tutta la vita, ogni notte… Provata una volta sola, magistralmente settata al volo dal “magnifico” Lorenzo. Nonostante non fossimo abituati, l’abbiamo “fatta andare”.
DEFAILLANCE: eh sì, c’è stata. Invisibile a tutti, ma non a noi. Qualche secondo ce l’ha portato via (Fabio sostiene “anche 5”…). Ma su questo punto, cala il silenzio omertoso da parte della coppia di vogatori. Solo noi sappiamo e nessuno ne conoscerà mai i dettagli.
ASSIEME: le foto parlano. Nonostante ci siamo allenati nei ritagli di tempo e il nostro doppio ha poco più di un mese di vita, remiamo in modo soddisfacente. Le sensazioni sono molto positive. Ovviamente da migliorare.
FEEDBACK: anche questa gara è servita a portare  a casa indicazioni che ci hanno già permesso di fare un quadro complessivo di ciò che siamo oggi e di come potremmo performare nel giro di 6/12 mesi. Naturalmente, se si continuerà a remare (“del doman non v’è certezza”).
TASSO DI DIVERTIMENTO: defaillance a parte, mi hanno fatto impazzire la fase di partenza (per me, “orgasmica”) e gli ultimi 500 mt. Quando arrivo ai 500, scattano una fregola pazzesca e una rabbia indescrivibile. Sono i “pillars” che mi portano a decidere da “capovoga” su quale obiettivo tarare il finale della gara.
BALDESIO CREMONA: orgoglio massimo. Senso di appartenenza top. Baldesio è valore assoluto e io sono onorata di fare parte di questa squadra.
E SE PER CASO FOSSIMO ANDATI IN FINALE? Ebbene il nostro “piccolo, grande” 4.05 è stato lo stesso tempo, che l’equipaggio classificatosi all’ottavo posto ha fermato al termine della finale (però, con vento a favore…).
C’è dell’altro?

Sì, siamo stati benissimo. Ci siamo supportati a vicenda e conosciuti un po’ di più. Abbiamo riso fino a spaccarci lo stomaco, insieme a una bellissima squadra e ci siamo goduti una barca “mondiale”. Ah, abbiamo perso pure altro peso. Avanti di questo passo e alla prossima gara ci metteranno, a causa del nostro formato ridotto, nella categoria ALLIEVI C.

Ci si ammazza di fatica... e non solo.

Ci si ammazza di fatica… e non solo.

C’è poi l’ultima. Che è riuscita a farmi ridere proprio mentre si scendeva sul campo di gara.

Sono solita portare in barca la mia pochette, con dentro vari generi di conforto. Mia figlia Rebecca, ex-canottiere, mi aveva già ammonito sull’assurdità di questa mia mania (“Mamma, ma sei fuori? Tutto quello che metti in barca la farà pesare di più, poi a cosa ti serve quella roba se non la puoi usare?”). Il “magnifico” Lorenzo, mentre posizionavo la pochette tra la pedaliera e il carrello mi ha guardato allibito “Scusa, non mi dire che vorresti portare il beauty in barca. Ti servono gli smalti? Dammelo subito.”

VORRESTI PORTARE IL BEAUTY IN BARCA?

VORRESTI PORTARE IL BEAUTY IN BARCA?

Davanti a tanta autorevole decisione ho ceduto. Niente più pochette in barca.

Alla prossima (spero!!!)

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