Ieri sera con 37 gradi di caldo infernale sono andata a correre.

Non avrei dovuto farlo, per ovvi motivi, ma l’ho fatto lo stesso. Sono andata a sfidare la sorte per sbollire una arrabbiatura molto ma molto pesante. Se mi è passata? Solo in parte.

La corsa non mi fa staccare la spina, non mi leva lo stress, non mi libera la mente. La corsa, fatta a 37 gradi, semplicemente mi ha privata di parte delle mie facoltà vitali, inclusa quella, incriminata, che è deputata al mantenimento dell’arrabbiatura. Così, avendo staccato la spina che mi teneva in vita, anche le preoccupazioni di ieri hanno mutato forma, trasformandosi almeno temporaneamente in barzellette.

Non amo correre, ma lo faccio da una vita. La mia corsa ha sempre affiancato altre discipline sportive principali, come una specie di comprimario indispensabile, ma al quale rinuncerei se solo avessi un’alternativa migliore e più efficace.

La mia corsa è fatta di pensieri che si susseguono veloci uno dietro l’altro. Se fossi così veloce con il passo, così come nell’elaborazione dei centomila pensieri che mi affollano la mente, allora sarei meglio di un keniano. Invece sono impantanata in un passo lento, stranamente pesante per i miei 52 kg (pesati stamattina… un po’ pochini), non bello da vedere. E’ la mia corsa, brutta e pensierosa, che parte con una smorfia di dolore e termina nella rappresentazione scenica del perfetto zombie. Guardate un po’ qui sotto e ditemi voi…

Uno zombie madido di sudore e disfatto. Sono io dopo la corsa di ieri sera.

Uno zombie madido di sudore e disfatto. Sono io dopo la corsa di ieri sera.

Eppure… eppure proprio stamattina, commentando con il mio “gemello” la performance estrema di ieri sera, sono addirittura arrivata a progettare con lui la mezza maratona di Cremona del 18 Ottobre. Roba da pazzi.

Il mio gemello è uno che corre sul serio. Ora dice di essere inattivo per guai fisici (che ci volete… l’età…), ma io l’ho provato sul campo (e che campo!!!! Un 27 buche a Roma, due anni fa… che ricordi!) e posso dire che il suo talento non si discute. Secondo il suo espertissimo punto di vista potremmo anche chiuderla sotto le due ore. E giù a darmi consigli, tempi, ecc. Secondo il mio inesperto, ma realistico punto di vista pensare di chiudere sotto le due ore è follia pura, ma voglio fidarmi di lui. Quindi ci provo, ma non garantisco.

Stasera ho preferito stare a riposo. Troppo caldo, troppa stanchezza, troppo di tutto. In più domani si torna a remare (ed ecco spuntare sul mio volto un sorriso di autentica soddisfazione) e voglio essere sufficientemente carica di energia da esplodere sui remi. Così rimando la corsetta preparatoria a tempi migliori, magari nel weekend dove hanno previsto temperature in diminuzione. Poi, se la mezza verrà…

 

 

 

 

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