Lucy, l’australopiteco capostipite della nostra linea evolutiva, ad un certo punto ha assunto la postura eretta. Ha abbandonato quella posizione così scomoda a quattro zampe per elevarsi ad uno step superiore, guadagnandoci parecchio. Come prima cosa, la nostra “first lady” ha immediatamente acquisito una visione decisamente più ampia e chiara e forse, grazie a questa  facoltà acquisita, ha deciso che era ora di cambiare maschio. Poi, come per magia, si è trovata a disporre di… un paio di mani!

LUCY, LE MANI, LA TERRA, L’EVOLUZIONE E UN RICETTARIO ANDATO PERDUTO…

Non so se mi spiego, improvvisamente Lucy, diventando bipede, si ritrova alle estremità delle braccia due utensili, sensibilissimi e versatili, efficienti nella forma e nella destinazione d’uso.  E per di più liberi! Liberi di essere utilizzati nei modi più disparati e via via complessi. Così, sono pronta a scommetterci, Lucy finalmente padrona dei suoi movimenti, può avere fatto una sola cosa…

… Lucy ha preparato del cibo.

Ha raccolto, tastato, annusato, ripulito dalla terra, sciacquato, spezzato,  mescolato , in qualche modo ha elaborato una prima ricetta. Ha reso, appunto, più appetibile il gesto fondamentale del mangiare, dapprima vocato al solo sostentamento.

CUCINIAMO PERCHE’ SIAMO

Il ricettario di Lucy non ci è mai pervenuto e io mi sono posta la missione di recuperarlo e di darlo alle stampe, ma una cosa è certa. Non c’è nulla di più naturale, evolutivo, premiante del cucinare. E del mangiare, sia chiaro. Cucinare dà una soddisfazione senza pari, unica nel suo genere. E’ un atto funzionale, ma con una sua vena di sensualità perché capace di rendere attraente e desiderabile anche un ingrediente povero o brutto. Insomma, oltre a dare forma alla scienza del buono, il cucinare mette in pratica anche la scienza del bello.

Non sono una cuoca provetta, ma provo un grande piacere nell’applicare il principio miracoloso secondo il quale, semplici materie prime si trasformano in cibi elaborati, colorati, profumati, goduriosi, morbidi o croccanti, caldissimi o appena tiepidi… Lo trovo un esercizio a metà tra il divino e l’erotico. Anche il saper mangiare ha una sua componente sensuale. E’ bello mangiare in compagnia, ma trovo di grande soddisfazione consumare un piccolo pasto anche da soli. E’ solo una questione di attitudine, di sapersi preparare bene al sacro momento.

SAPORI CHE RACCONTANO STORIE, IN UN AMBIENTE CUCINA APERTO A TUTTI

In questo particolare “ambiente cucina”, ricreeremo sapori del tutto particolari e non solo perché voglio andare davvero a fondo della cucina primitiva di Lucy, ma perché rievocheranno ricordi, esperienze gustative, piaceri infiniti, quelli che hanno caratterizzato molte tappe del nostro personale cammino evolutivo. Poi, troveremo idee gustose e di facile realizzazione per un consumo veloce quotidiano, insieme a piatti più complessi che richiedono tempo, amore, ricerca e passione. Con un occhio di riguardo alle materie prime e ai nutrienti indispensabili al nostro benessere. Non sarà una cucina punitiva o depressa, anzi! Spesso lascerò correre il contatore delle calorie, ma chi se ne importa. Vorrà dire che il giorno dopo, consumeremo di meno, oppure, ancor meglio, bruceremo di più!

IN DIRETTA DAL “GAMBERO ROSSO”, SILVIA “GUEST STAR” AI FORNELLI!

A condividere il piano di lavoro, avrò spesso al mio fianco un’amica speciale, che ha fatto del buono la sua professione.

Silvia Aiazzi

Silvia è esperta di cibo e di vino. E in più lavora al Gambero Rosso… Può bastare?

Silvia, lavora nientemeno che al “Gambero Rosso” e non solo è cuoca eccelsa,  esperta di marketing e  creativa d’eccezione, ma è anche poetessa. Passa dai fornelli, alle sale riunioni, dai briefing con i cuochi, agli eventi speciali con una maestria naturalissima, suggellando poi esperienze e stati d’animo con irresistibili versi in romanesco.

Tanto per cominciare, Silvia ci ha portato un assaggio della sua “produzione”. Una poesia, che è anche la celebrazione di uno dei riti tra i più diffusi nel nostro paese in termini di consumo veloce: il panino imbottito fatto in casa, pieno zeppo di sapori buoni e goduto nei luoghi più disparati. Vi verrà l’acquolina, ne sono sicura!

A tutte voi e alla nostra Lucy, alla quale ridaremo la dignità culinaria che merita, ecco la poesia  “ER PANINO”.  A presto!

Silvia Aiazzi e la sua torta

Chi riuscirebbe a resistere ad una fetta di questa delizia?

 

ER PANINO (di Silvia Aiazzi)

Ogni mattina appena che me arzo

Comincio a elaborà che famme a pranzo

Il tempo, sempre poco e birichino

M’ha reso la Reggina der Panino

Li faccio spesso co quello che m’avanza

E lì pe lì t’acchitto na pietanza

Un giorno pollo colle melanzane

O Tonno e pomodoro cose sane

Du vorte ar mese ce scappa la frittata

Meglio se da verdure accompagnata

Molto apprezzato è quello cor tacchino,

sempre con na sgommata de stracchino

Risparmio, gusto e cuore è la ricetta

Quadrotto, spiga, ciriola o doppia fetta

Anche se er mejo resta la rosetta

Senza dimenticà la sottiletta!

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