Lo scorso anno, proprio in questo periodo, avevo intrapreso una strada che pensavo mi avrebbe condotta a un approdo nuovo, ma molto vicino al mio modo di essere, alle mie passioni. Era un approdo “fuori dalle rotte” ufficiali della Lu, che ha sempre navigato nel perimetro di un mare ben definito. Mi vedevo calata in un ruolo diverso, in un’attività legata al mondo della cucina e per realizzare il progetto, ho anche frequentato corsi professionali. Quello più importante, che mi avrebbe diplomata, è rimasto lì in sospeso e oggi non saprei dire se e quando riuscirò a terminarlo. Al momento, non ho spazio da dedicare al completamento del piano didattico.

Il ritorno nel perimetro delle mie rotte era nell’aria, evidentemente, e di questo non posso che essere felice. Anzi, di più. In fondo, cercavo un ripiego a un progetto lavorativo che pensavo non più realizzabile e mi era sembrato che realizzarmi in cucina potesse restituirmi energia, passione, progettualità e magari condurmi in modo più sereno verso la maturità. Invece, il cosiddetto “ripiego” verrà messo via per futuri utilizzi e per il momento si torna a menar cornate nell’arena.

La cucina è un luogo “della mente”. Quando mi dedico a preparazioni slow i pensieri si snocciolano lentamente e cadono come gocce, formando pensieri ancor più grandi nei quali mi piace scivolare, mentre quando il ritmo aumenta, l’azione è talmente vigorosa da non lasciar trapelare neanche l’ombra più tenue. Un po’ come in una gara sportiva.

Pensare in cucina, mentre impasto, farcisco, assaggio e aggiusto trovo sia costruttivo, perché riesce a rendere digeribili anche gli scenari più complicati. Saranno la gestualità delle mani e la precisione che metto in ogni movimento ad assorbire le negatività e restituire matasse mentali un po’ meno aggrovigliate. Chi lo sa, sta di fatto che, chiudere la cucina a mezzanotte abbondante, dopo aver terminato bei vassoi di tortelli farciti, riesce a darmi pace.

Allora, eccoli i tortelli che, tra le altre portate, ho servito oggi ai miei commensali. Ci siamo trovati per festeggiare il mio compleanno. Sono molto semplici da fare, ci vuole solo tanta passione, tempo e… qualche pensiero da aggiungere durante la preparazione. Mi sono ispirata ad un piatto visto su CUCINA ITALIANA, ma la ricetta dei tortelli è tutta mia. Non dimentichiamo, che lo scorso anno, mi sono diplomata MASTER OF PASTA!!!!

LA PASTA FRESCA (ALL’UOVO): la ricetta base: 1 uovo, 100gr semola rimacinata di grano duro, giro d’olio extravergine e, se volete, sale. Il sale non lo mettono tutti ed è sempre oggetto di diatribe e discussioni. Si dice che affiorerebbe sulla sfoglia. Io non ho mai notato nulla del genere, tuttavia lascio a voi la decisione se metterlo o meno. Impastate bene, energicamente, tirando l’impasto, anche strappandolo. Fate una bella pasta liscia, mettetela nella pellicola trasparente e lasciatela riposare sul piano di lavoro. Di solito, durante la pausa, io sono solita lavorare la pasta frolla della crostata :)))))) Non ci facciamo mancare nulla!!!!

tortelli freschi fatti a mano

Mi piace curare l’estetica. Perdiamoci un po’ di tempo, perché anche l’occhio vuole la sua parte.

I TORTELLI: tirate la sfoglia sottile. Io lo faccio con il matterello, non avendo la macchina apposita. Ricavate le forme che desiderate, quindi farciteli con un composto di caprini (sia di vacca che di capra). Aggiungete dell’erba cipollina sminuzzata, olio extravergine e aggiustate di sale.

LA COTTURA: 4 minuti in acqua bollente salata, quindi saltate in padella con abbondante burro.

Io ho servito con steli di erba cipollina e quenelle di uova di lompo.

Da domani, il mio mese di Aprile si intensificherà di impegni lavorativi e spero che i miei quasi 50 non mi lascino a metà strada. Non ora, non me lo posso permettere 😉

Buona settimana a tutti! Lu

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