In cucina mi ha portato lui, il RISOTTO. Per me, l’assoluto del gusto.

E’ caldo, colorato, profumato, creativo, morbido, sempre diverso. Può accogliere tutti gli ingredienti che volete, risolvendo conflitti che, altrimenti in altre preparazioni, scoppierebbero al primo tentativo di abbinamento. Empatico, inclusivo, accondiscendente.

Il risotto è il mio piatto preferito ed è anche quello che cucino molto volentieri. Penso di non sbagliare affermando come il risotto, nella sua semplicità esecutiva, riesca a premiare chi non è avvezzo alle grandi manovre ai fornelli. Un minimo di attenzione e anche la cuoca improvvisata o alle prime armi può stupire.

Io sono partita proprio da lì e ammetto di essere partita in ritardo. Ho riscoperto il piacere di cucinare in anni recenti e ancora mi rammarico di aver perso così tanto tempo. Ricordo di aver preso in mano uno speciale dedicato ai primi piatti, accadeva circa una quindicina di anni fa, e di essermi soffermata su un risotto ai funghi, che guarda caso, avevo recentemente consumato in un bel ristorante di Cremona. Mi sono detta, ma perché non lo prepari tu?

Quel mio primo risotto ai funghi, forse è stato il più coccolato. Sarà  stata l’ansia da prestazione, ma volevo assolutamente che quel risotto fosse il più memorabile, ma soprattutto, il primo di una lunga serie. Il risultato fu eccellente e mi convinse che in cucina è la passione a guidare la mano e il cuore del cuoco.

Tanti risotti sono passati sulla mia tavola e ancora oggi, ogni volta, durante la preparazione, ne pregusto il sapore e assaporo il momento in cui lo porterò in tavola, aspettando i commenti dei commensali.

Ho preparato questo mio “piatto del cuore” la sera di San Silvestro. E’ stato un risotto in evoluzione durante la sua preparazione e il risultato è stato spettacolare. Come sempre, si tratta di una ricetta facilissima e desidero che anche voi la proviate, poi fatemi sapere se vi ha soddisfatto come ha soddisfatto noi (domenica bissiamo…).

RISOTTO ALLA ZUCCA… CON SORPRESA!

La sera di San Silvestro meritava sì una sorpresa, così ho pensato di aggiungere qualche dettaglio che rendesse il mio risotto speciale, buono e anche bello da vedere. Eccolo qua:

Ho preparato una crema di zucca, cuocendo al vapore un bel pezzo di zucca mantovana doc. Una delizia che mi è arrivata direttamente dall’orto di un’amica. TOP. Ho ridotto in purea con il minipimer e condito con olio extravergine (poco), sale e noce moscata. Ho lasciato che la zucca mantenesse il suo sapore naturale, esaltato appena da olio, sale e noce moscata.

Poi ho preparato il risotto, nella sua ricetta classica, con riso Carnaroli. Non ho preparato soffritto, ma tostato il riso in una bella noce abbondante di burro. Ho sfumato con dell’ottimo vino bianco.

A parte ho tenuto dei dadini di zucca che ho faticosamente ricavato dalla polpa.

Ho aggiunto i dadini di zucca e la purea a metà cottura. Al termine ho mantecato a fuoco spento con burro e parmigiano, quindi ho servito distribuendo sul risotto del crumble di amaretti croccanti e un ulteriore spolverata di noce moscata. Abbiate cura di sbriciolare gli amaretti in modo irregolare, mantenendo anche briciole piuttosto grandi insieme ad altre più ridotte. L’esperienza morbido/croccante piacerà moltissimo!

Ottimo, ottimo, ottimo. Da rifare e rifare ancora, magari osando qualche modifica, giusto per capire il suo comportamento.

Buona serata a tutti, io sono a Düsseldorf per lavoro e ora passo e chiudo… (sognando risotti)

 

(Visited 556 times, 1 visits today)
Stampa Stampa