Abbiamo appena terminato una bella cena d’autunno.

Ma prima ancora ho fatto una chiacchierata telefonica con una persona straordinaria che stimo tantissimo. Non solo stimo, ma anche invidio. Una invidia sana, la mia, perché intrisa di sentimenti positivi. Per cominciare, mi riporta indietro all’infanzia, a momenti speciali in cui fantasticavo di diventare ciò che questa persona è diventata, di fare quello che lei ha fatto. Ho continuato a fantasticare sbagliando strada completamente, senza ascoltare i consigli di quanti ci provavano a rimettermi in riga, mettendomi in mano una bussola che regolarmente restituivo al mittente, con tanto di smorfie spocchiose. Non ho voluto ascoltare nessuno e facendo di testa mia, mi sono allontanata sempre di più da quell’obiettivo strepitoso che avevo messo nel mio mirino sin dall’estate del 1976 (avevo 9 anni, ma le idee erano belle chiare).

Idee chiare, ma esecuzione clamorosamente sbagliata ed eccomi qua, a ripensare e rimuginare e ripensare ancora. A come sarebbe stata oggi la mia vita se solo avessi prestato più attenzione ai consigli, se solo avessi accettato con umiltà una certa evidenza. Invece no, colpa di una testardaggine che, in alcuni momenti della mia vita mi ha premiata, in altri invece, mi ha fatto perdere la partita o, nel peggiore dei casi come questo, mi ha esclusa dal giocare la mia partita.

Così mi consolo ascoltando le sue parole e raccogliendo le sue esperienze, facendole un po’ mie. Non si offenderà di certo se “ruberò” qualcosa dalla cassaforte dei suoi prestigiosi cimeli emozionali. Una cosa è certa, sono felice di essere finita quasi per caso sulla sua strada e onorata di poterla percorrere per un pezzo, forse quello più intenso e difficile.

Torniamo alla cena di stasera. Una bella cena autunnale. Una tavolata intima e famigliare.

Dopo un weekend al cardiopalma (e ancora ne risento…), sono riuscita a rilassarmi mettendomi ai fornelli. Ho preparato un pane al farro, una torta morbidissima (di cui vi passo ricetta) e TORTELLI DI ZUCCA, il mio primo piatto preferito. I tortelli arrivano dalla cambusa super-selezionata del mio capovoga. Una serie “super-lusso” da leccarsi i baffi. Non sto a raccontarvi gli apprezzamenti corali al primo piatto, perché è superfluo, so solo che mi sono goduta finalmente un tortello di zucca degno del nome che porta. GRANDE CAPOVOGA!

Guardate il mio capovoga che tortelli mi ha trovato...

Guardate il mio capovoga che tortelli mi ha trovato…

La Lu, invece ha preparato la torta morbidissima che vedete qui sotto. Un dolce molto semplice e adatto più alla colazione o al tè che al dopocena, ma chissenefrega. A noi piace così, sovvertire un po’ le regole. Anche la torta è stata apprezzata parecchio, al punto da prendere il volo e lasciare solo qualche briciola. Domani sera faccio il bis. Troppo buona, troppo morbida e fragrante. Troppo da desiderarne qualche altra fetta…

Un cuore morbido palpitante d'ammore...

Auguro a tutti una ottima settimana. Vi anticipo subito che parleremo parecchio di salute e cosmetica.

Io ne avrò fin sopra i capelli, ma ormai ci devo fare l’abitudine.

TORTA MORBIDA DELLA LU, PROVANDO UN PO’ DI INVIDIA POSITIVA…

Davvero morbidissima e fragrante. Un'esperienza bella e avvolgente.

Davvero morbidissima e fragrante. Un’esperienza bella e avvolgente.

Occorrono: 3 uova, 250ml di panna di soia liquida, 1 bustina di vanillina, 10 cucchiai di zucchero, 10 cucchiai di farina, 1 bustina di lievito per dolci, zucchero a velo per guarnire (o altro, oppure nulla).

Procedo così: monto bene uova, zucchero e vanillina, fino ad ottenere un composto schiumoso. Unisco la farina, il lievito e la panna a cucchiaiate. Monto ancora per una decina di minuti con le fruste alla massima velocità. Metto il composto ottenuto in uno stampo imburrato e infarinato, quindi in forno caldo a 160°, per 40 minuti.

Potete guarnire come volete. Rebecca si è sbizzarrita a dovere…

torta morbida alla panna

 

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