Lo scorso anno, dopo l’inattesa interruzione di un progetto che stava dando alla mia vita la dimensione desiderata, ho deciso di intraprendere due percorsi assolutamente nuovi. Nuovi per contenuto, ma completamente in linea con la mia essenza. Non “me li sono andata a cercare”. Sono loro che hanno incrociato me, trovandomi aperta, senza barriere sollevate, disponibile al nuovo, quindi nelle migliori condizioni per essere iniziati.

Il primo è il CANOTTAGGIO. A 48 anni suonati (47 quando ho cominciato), mi ritrovo ad allenarmi in barca e in palestra con un obiettivo prestazionale e non di puro wellness. Sono stata atleta agonista per venti anni della mia vita e lo sport inteso come sola soddisfazione psico-fisica non fa per me. Così scendo in barca quattro volte la settimana e mi ammazzo di fatica, provando un piacere immenso, lo stesso che provavo a dieci, a quindici, a venti e a ventisette anni (l’età che avevo alla mia ultima competizione). Le mani rotte, i polpacci segnati dal carrello della barca, i muscoli dolenti fanno parte del gioco più bello al quale potreste chiedermi di partecipare. E io partecipo, anche senza conoscere la destinazione o il premio finale.

L’altro percorso è la CUCINA. Una passione che ho coltivato poco a causa dei miei pressanti impegni lavorativi, ma che ad un certo punto, ho voluto che si riprendesse tutto il tempo che le ho negato. Quindi sono tornata a scuola. Perché la cucina è fatta di tecniche che vanno studiate, assimilate e applicate più e più volte per arrivare al risultato finale. Questo, a mio avviso, è l’unico approccio che vale, quello che passa dall’apprendimento delle basi, fino a sperimentare le tecniche più sofisticate.

Con il canottaggio, la cucina ha molto in comune. La resistenza alla fatica, il non mollare mai, lo stare dietro le quinte, il lavoro di squadra, sono solo alcuni ingredienti che li accomunano. Le mani te le spacchi remando, come cucinando, la faccia stravolta e arrossata dopo il “finale” è la stessa che ti ritrovi dopo ore passate tra i vapori di cucine caldissime. Altro che infighettamenti de-luxe e fatine dorate del fornello…

Sono quindi tornata sui “banchi” di scuola, iscrivendomi al corso per la preparazione di pasta fresca, organizzato a Cremona, la mia città. Per 5 mesi, abbiamo impastato, steso con il matterello, realizzato paste di tutte le forme e tutti i tipi, utilizzando farine diverse, preparando sughi specialissimi e farciture ai confini della realtà. Il tutto, sotto l’occhio attento e straordinariamente ironico di Nicola Stasi, chef professionista e ristoratore storico. Sotto la sua guida, come una vera brigata di cucina, abbiamo imparato le basi per l’impasto perfetto, la preparazione di piatti tradizionali e nuovi mix di tendenza. Ieri sera abbiamo terminato il percorso con l’esame finale, che ci ha “laureato” specialisti della pasta!!! Quanta gioia in quelle serate che hanno visto le mie mani protagoniste di un lavoro assolutamente creativo. Altro che l’advertising!!!

Così, a 48 anni, mi ritrovo improvvisamente canottiere master tesserata e diplomata a un corso semi-professionale di cucina. Impensabile fino a un anno fa…

E’ da qui che voglio partire per costruirmi un pezzo di futuro, che desidero sempre più vicino al mondo che amo, che mi appassiona, che mi coinvolge anima e corpo. Mi tengo stretta il mio bel diploma (che riceverò a metà giugno, nel corso di un evento nel quale prepareremo prelibatezze per i fortunati presenti :)) e procedo ad ampi passi, alzando il tiro. Prossimo step, il 30 maggio. Ci sarà da divertirsi…

UNA GALLERY DI TORTELLI, PASTE E ALTRE COSE BUONE E AMOREVOLI…

Una cucina very professional...

Una cucina very professional…

Un tortello ci salverà...

Un tortello ci salverà…

Quanta gioia in una padellona...

Quanta gioia in una padellona…

Magiche geometrie...

Magiche geometrie…

 

 

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